Cos’è l’ossigenoterapia iperbarica
L’Ossigenoterapia Iperbarica (OTI) è un trattamento sistemico che coinvolge l’intero organismo, basato sulla respirazione di ossigeno puro al 100%, somministrato in particolari ambienti denominati Camere Iperbariche. Le Camere Iperbariche sono dispositivi medicali che permettono di ricreare un ambiente a pressione maggiore rispetto a quella atmosferica. Questa condizione fisica influisce sulla fisiologia del corpo, aumentando la quantità di ossigeno trasportata in soluzione dal plasma sanguigno e coadiuvando i tessuti che si trovano in una situazione di carenza di ossigeno (ipossia). Questo fenomeno si verifica ad alte pressioni, solitamente comprese tra 2 ATA e 3 ATA (ovvero atmosfere assolute). Una pressione di 2 ATA corrisponde circa ad un’immersione subacquea a 10 metri di profondità.
In sintesi, l’Ossigenoterapia Iperbarica, con un nome a volte difficile da ricordare e con la necessità di impianti molto complessi e sofisticati, in realtà sfrutta un meccanismo fisiologico molto semplice: la respirazione di ossigeno.
Com’è nata l’Ossigenoterapia Iperbarica?
Per la prima volta usata in terapia da Henshaw nel 1662 con finalità mediche, la OTI fu molto più tardi impiegata da Junot (1834) come “bagni in aria compressa” in molte città europee quale panacea a molte infezioni. Nel 1837 Pravez costruisce la più grande camera iperbarica esistente a quel tempo, per trattare diverse patologie. Tuttavia, solo con gli studi di fisica e fisiologia (Bert 1868; Haldane 1895; Cunningham 1921-28), si inizierà a capire l’effetto benefico e tossico dell’ossigeno e questo aprirà la strada alle attività sottomarine.
Le alterne vicende dell’OTI approdano a risultati sicuri ed indirizzeranno all’uso dell’ossigeno iperbarico anche nella pratica medica con gli studi di Boerema nel 1960, sulle infezioni da clostridi.
Se l’OTI è stata un’evoluzione della Terapia Iperbarica, originariamente impiegata per il trattamento della malattia da decompressione (MDD), oggi l’O.T.I. rappresenta una terapia medica utilizzata in tutto il mondo. La possibilità di poterla impiegare per trattare diverse patologie, secondo precise indicazioni e rigorosi protocolli d’impiego, rendono l’OTI una terapia sicura e capace di garantire risultati clinici evidenti e molto positivi.
